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Al Policlinico Tor Vergata, successo per la giornata mondiale sull’autismo

Roma – Straordinaria partecipazione oggi, al Policlinico Tor Vergata, dove, in occasione della Giornata mondiale per la consapevolezza sull’autismo, è stata organizzata l’iniziativa “All you need is Aut in Art”. La giornata si è articolata in un incontro scientifico, organizzato in Aula Anfiteatro Giubileo 2000, per approfondire lo stato dell’arte della ricerca sull’autismo e l’inaugurazione della mostra di 60 tele pittoriche, realizzate da giovani pazienti del laboratorio artistico “Aut in Art”, organizzato dall’Unità di Neuropsichiatria Infantile del PTV, diretta dal Prof. Luigi Mazzone.

L’esposizione, oggi inaugurata, continuerà presso “Esperienza Europa- Davide Sassoli” a Piazza Venezia 6, Roma, visitabile dal pubblico dal 04 aprile all’11 maggio 2025.

Presentati i risultati degli ultimi trials clinici in una relazione congiunta del Prof. Luigi Mazzone e del Prof. Giuseppe Novelli, Direttore della UOC Genetica Medica, condotti sia al Policlinico che a livello mondiale per aggiornare sui passi avanti, compiuti nella ricerca clinica, che permettono di migliorare la qualità di vita dei ragazzi affetti da questo disturbo.

Il Commissario Straordinario del Policlinico Tor Vergata, Isabella Mastrobuono, ha ringraziato il Prof. Mazzone per la grande attenzione e il constante lavoro, svolto insieme alla sua equipe, dedicato ai ragazzi con disturbo autistico, con particolare riguardo ai giovani adulti in transizione dall’età della adolescenza. Il Prof. Luigi Mazzone ricorda che, sebbene si “celebri” questa giornata una volta all’anno è con grande piacere che constata come la consapevolezza sull’autismo sia cresciuta nel tempo, diventando un impegno capillare ed instancabile che si svolge quotidianamente fuori e dentro i luoghi di cura. Il nostro Centro ha confermato essere un punto di riferimento per i pazienti e le loro famiglie, non solo del nostro territorio, ma anche per quelli provenienti da fuori Regione. Il Professore ringrazia il sostegno di Progetto Aita Onlus e della Associazione Volontari per PTV per rendere possibile la continuità delle attività del laboratorio.

La Dr.ssa Mastrobuono auspica che la capacità attrattiva del Centro della nostra NPI possa trovare favorevoli risposte in termini di spazi, risorse e posti letto dedicati soprattutto ai giovani adulti che sono presi in carico dal Policlinico Tor Vergata.

Intervenuto il Prof. Alberto Sicurano, coordinatore del tavolo tecnico ministeriale sulla Salute Mentale che ha sottolineato l’importanza di lavorare in sinergia integrando le competenze dei clinici per affrontare insieme le difficoltà in cura dei pazienti in transizione dall’adolescenza all’età adulta.

Madrina della esposizione pittorica, in Galleria del Policlinico Tor Vergata, l’attrice Mariagrazia Cucinotta che ha ringraziato i presenti ed in particolare la Dr.ssa Maria Stellato che ha unito sinergicamente la sua professione di medico alla passione per l’arte, rendendo possibile la nascita e il successo dei laboratori artistici in questi anni. Ha ricordato a tutti “siamo tutti diversi in un modo diverso, siamo tutti uguali e tutti diversi. Meritiamo rispetto e attenzione e qui, al PTV, nessuno viene lasciato solo, l’inclusività diviene la parola chiave”.

Presente al taglio del nastro il Rettore dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata, Nathan Levialdi Ghiron, che ha accolto con entusiasmo questa iniziativa perché rappresenta il risultato della continuità di un lavoro svolto con sistematicità, impegno e multidisciplinarità.

Aut-in-Art” è un laboratorio d’arte, ideato e condotto dalla Dr.ssa Maria Stellato, all’interno dell’Unità di NPI, con l’intento di demedicalizzare circa 32 ragazzi con Disturbo dello Spettro dell’Autismo dotati di svariate attitudini artistiche, stimolati a mostrare il loro mondo anche attraverso disegni e dipinti.

“L’arte diviene così principale mezzo di comunicazione e di espressione soprattutto per chi, nelle comuni strategie comunicative, ritrova la sua più grande difficoltà. A ciascuno di essi è stata fornita una tela bianca e tutto il materiale necessario per dipingerla, più un tema preciso da rappresentare. Esposte tele realizzate in queste ultime 4 edizioni che rappresentano le emozioni, l’amore frutto del lavoro degli ultimi, mentre il futuro è stato scelto come tema ispiratore dei dipinti dell’ultimo laboratorio artistico.

Chi conosce il Disturbo dello Spettro dell’autismo sa che tra le compromissioni principali vi è un deficit della reciprocità socio-emotiva che può spaziare da un approccio anomalo o addirittura dal fallimento delle normali strategie di conversazione fino a una ridotta condivisione di interessi, emozioni o sentimenti nonché alla difficoltosa capacità di dare inizio o rispondere a interazioni sociali. Pertanto, il compito dato ai ragazzi è stato sicuramente da un lato complessivamente impegnativo, dall’altro si è rivelato stimolante e a tratti “pretenzioso”: i ragazzi sono stati ampiamente messi alla prova e i risultati sono stati variegati e tutti molto originali, come si può osservare dai lavori presentati.

È stato molto bello e lo è ogni volta, per noi medici, osservare come ciascuno di loro si cimenti nel lavoro, approcci alla tela, fronteggi la frustrazione o la soddisfazione rispetto l’attività svolta. È stato altresì interessante constatare in queste edizioni che il laboratorio riesca nell’intento di far interagire i ragazzi tra loro, che pur condividendo la stessa diagnosi mostrano tutti caratteristiche cliniche oltre che personalità, molto differenti tra loro ed a tal proposito possiamo affermare di aver assistito ad una vera e propria evoluzione nel contesto e nella capacità di interscambio comunicativo-relazionale tra gli stessi.

Infine, con giudizio artistico, posso affermare che tra i lavori dei ragazzi, si possono assaporare talento, capacità tecniche e artistiche anche di spessore, che fanno sì che da una piccola idea e da un breve titolo come quello del progetto AUT- IN- ART: fuori e dentro la neurodiversità, ciascuno di loro possa aver tirato fuori quello che speriamo essere un piccolo sogno o comunque una grande consapevolezza: l’arte è uno degli strumenti più forti per poter esternare ed elaborare le emozioni, per esprimere i propri pensieri e sentimenti e per poter trascorre del tempo creativo, interagire con il mondo e perché no, per poter costruire il futuro. Il progetto, pertanto, va avanti e speriamo possa coinvolgere ancora con entusiasmo tanti altri ragazzi” racconta e conclude la Dr.ssa Stellato.